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Cari Sinodali
siamo costretti a rimandare l'assemblea a causa delle condizioni veramente avverse (mi hanno spiegato che il blizzard è peggio del burian!).
Cercate di avvertire tutti i sinodali della vostra parrocchia.
Non abbiamo un'altra data per fare l'assemblea, per questo organizzeremo incontri nelle vicarie. Intanto iniziate a parlarne e mettete in programma un primo incontro in parrocchia. Leggete bene l'introduzione al documento dove si spiega come utilizzarlo.
A presto!
don paolo

Cari Sinodali,

siamo costretti a rimandare l'assemblea a causa delle condizioni veramente avverse (mi hanno spiegato che il blizzard è peggio del burian!).

Cercate di avvertire tutti i sinodali della vostra parrocchia. Non abbiamo un'altra data per fare l'assemblea, per questo organizzeremo incontri nelle vicarie. Intanto iniziate a parlarne e mettete in programma un primo incontro in parrocchia. Leggete bene l'introduzione al documento dove si spiega come utilizzarlo.

A presto!

don Paolo

 

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pentecosteMons. Giuseppe Orlandoni (Cattedrale di Senigallia, 22 maggio 2010) Scarica file doc

1.         In attesa dello Spirito Santo gli apostoli erano riuniti in preghiera nel cenacolo di Gerusalemme e con loro c’era anche Maria. Il fatto si ripete qui questa sera in questa nostra Cattedrale. Anche noi siamo riuniti in preghiera, come Chiesa di Senigallia, che è qui presente nelle sue varie componenti, e con noi c’è Maria: siamo molto lieti, grati e onorati di accogliere tra noi l’immagine a noi tanto cara e venerata della Vergine lauretana. La sua presenza rende ancor più concreto e visibile il nostro legame con il Cenacolo di Gerusalemme: Maria, madre della Chiesa e cioè di tutti i discepoli di suo Figlio, come era presente tra gli apostoli questa sera la sentiamo particolarmente vicina a tutti noi e insieme con Lei invochiamo una nuova effusione dello Spirito Santo.

 2.         Le letture che abbiamo ascoltato, prese dagli Atti degli Apostoli, ci fanno capire che cosa significa e che cosa fa lo Spirito Santo nella vita della Chiesa. Che cosa sarebbe la Chiesa senza lo Spirito Santo? Sarebbe come un corpo senz’anima, e cioè un cadavere. In effetti lo Spirito Santo è l’anima, è lo spirito vivificante della comunità ecclesiale. Senza lo Spirito Santo la Chiesa sarebbe come una comunissima istituzione umana e neanche la più organizzata ed efficiente; e del resto quale istituzione umana, con tutte le sue fragilità, sarebbe capace di attraversare i marosi della storia e sopravvivere per due millenni fino al giorno d’oggi?

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MonsGiuseppe-Orlandoni-sinodoMons. Giuseppe Orlandoni (Cattedrale di Senigallia, 11 aprile 2010) Scarica file doc

Alla vigilia della sua passione e morte, nel suo “discorso d’addio” Gesù ha voluto lasciarci il suo testamento rivolgendo al Padre un’accorata preghiera riguardo a ciò che più gli stava a cuore: “che tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi  una sola cosa” (Gv 17, 21). Ecco il desiderio più vivo, la preoccupazione più profonda di Gesù: che i suoi discepoli siano uniti. Ma di quale unità si tratta?

Anzitutto dell’unione con lui. Questa è la prima e fondamentale forma di comunione. Sappiamo infatti che Cristo e la Chiesa non sono due misteri, ma formano un tutt’uno, sono inscindibili. Per esprimere questa unità indissolubile la Bibbia fa ricorso alle immagini della vite e dei tralci, dello Sposo e della Sposa: mentre Cristo è la vite, noi siamo i tralci; lui è lo Sposo, noi Chiesa siamo la sposa. Questa comunione con il Signore dobbiamo cercarla sempre e prioritariamente: è la prima condizione per essere suoi testimoni nel mondo.

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don Paolo Gentili (direttore dell'ufficio nazionale di pastorale fa)Intervento di don Paolo Gentili, direttore dell'ufficio nazionale di pastorale familiare, tenuto al clero di Senigallia il 22 aprile 2010. Scarica file doc 

Oggi avrei intenzione di scoprire insieme con voi che la ministerialità dei coniugi è inscindibilmente legata alla missione dei presbiteri. Infatti, potremmo dire che: “Ordine e Matrimonio sono due ali per volare verso il Regno”. L'immagine è quella di una mongolfiera. Di solito in mongolfiera  si può volare solo insieme e non da soli. Poi occorre buttar via le zavorre, o meglio, quello che appesantisce la comunione, e soprattutto, per alzarsi in volo, è necessario il grande fuoco dello Spirito.

Credo che la prima difficoltà da superare nel parlare, nella società attuale, della Famiglia è proprio l’attuale concetto di “amore”. È cioè il fatto che oggi questo termine è spesso abusato e svuotato di significato. Si dice “ti amo” con molta più facilità del passato, e con una facilità ancora maggiore ci si lascia il giorno dopo.

Forse rischiamo davvero di non sapere più cosa sia realmente l’amore.

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vescovo_sigismondi

Relazione di Mons. Sigismondi, vescovo di Foligno, alla seconda Assemblea Sinodale 11 aprile 2010.

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